“Coloro che si limitano a studiare e a trattare gli effetti della malattia sono come persone che si immaginano di poter mandar via l’inverno spazzando la neve sulla soglia della loro porta. Non è la neve che causa l’inverno, ma l’inverno che causa la neve” – Paracelso, 1493-1541
Non ci si può limitare a vedere e trattare i sintomi, ma guardare sempre la persona davanti a noi nella sua interezza. Questo comporta che le visite durino almeno 45 minuti, spesso molto di più.
Se la medicina tradizionale, quella allopatica, tende ad osservare separatamente corpo e mente, l’approccio olistico lavora sia sul corpo che sulla mente, per raggiungere la completa armonia tra loro. Esso costituisce un approccio integrativo alla medicina allopatica che mira a scoprire le cause psicologiche che sottostanno all’insorgere delle malattie, attribuendo ai sintomi che il corpo manifesta un linguaggio simbolico.
Prendiamo l’esempio di un iceberg: la medicina allopatica prende in considerazione la parte emersa valutando i vari sintomi e disturbi ed intervenendo con medicinali di sintesi o chirurgicamente; la medicina sistemica, invece, non si ferma all’osservazione dei sintomi ma analizza anche la parte inconscia, legata ai sentimenti ed alle emozioni, per tentare di portare alla luce l’evento che ha originato i differenti sintomi.
L’obiettivo è il raggiungimento di una “salute globale”, non intesa come la semplice assenza di malattia ma come il benessere complessivo di corpo, mente e anche come un’evoluzione psicofisica.
L’obiettivo finale di questo approccio è portare l’individuo a prendersi cura di sè, trovando le proprie risposte e soluzioni ai problemi, senza mettere nelle mani di un altro la propria felicità o salute.